I narcos messicani scatenano l'inferno dopo l'arresto del figlio del Chapo

Sono immagini da città in guerra quelle girate con i cellulari dalla gente terrorizzata per le strade di Culiacan, Messico. Il cartello di Sinaloa ha reagito scatenando un vero e proprio inferno alla notizia dell'arresto di Ovidio Guzman, figlio di Joaquin Guzman, conosciuto come El Chapo, il trafficante di droga più importante del mondo, condannato all'ergastolo l'estate scorsa a New York dopo la sua estradizione negli Stati Uniti. Tra ieri e oggi ore ed ore di scontri a fuoco fra decine e decine di narcos armati come un esercito e le forze armate messicane arrivate a dare man forte alla polizia. Secondo fonti locali le dimensioni della guerriglia avrebbero spinto il Gabinetto di Sicurezza del Governo federale a interrompere tutte le operazioni, una decisione che avrebbe implicato la liberazione di Ovidio Guzman. I video in rete postati dai cittadini di Culiacan restituiscono uno scenario da guerra civile.