Sea-Watch: stop pressioni all'Europa sulla pelle dei migranti

"Negli ultimi giorni, con la vicenda Aquarius, quello che si sta verificando è il cercare di fare pressione sull'Europa per una maggiore condivisione delle responsabilità rispetto all'immigrazione, pressioni che si stanno esercitando in mare, rispetto a questioni che andrebbero trattate esclusivamente a terra. In mare è chiaro: chiunque si trovi in difficoltà va portato il prima possibile in un porto sicuro, dopo di che per le responsabilità rispetto al fenomeno migratorio queste non sono questioni che vanno dibattute in mare sulla pelle di persone vulnerabili, soccorse da situazioni tragiche. È emerso nelle ultime ore, da testimonianze di Aquarius, che sono morte due persone a bordo di Aquarius. Sono situazioni tragiche, di persone vulnerabili, non è umano lasciare queste persone in mare così a lungo per cercare di fare maggiore pressione sull'Europa. Così come fare rotte vessatorie come Aquarius, che ha dovuto percorrere 1400 km di costa per sbarcare in un porto sicuro".