Sicilia, le mani della mafia dietro le scommesse on line

In tale contesto è emersa la figura di Benedetto Bacchi, imprenditore che, sfruttando la vicinanza con autorevoli esponenti mafiosi, ha monopolizzato gradualmente il mercato del gioco abusivo. In particolare, Cosa nostra imponeva alle agenzie di rispettiva influenza di giocare sul sito di proprietà di Bacchi. Come ha spiegato il capo della squadra mobile di Palermo Rodolfo Ruberti: "E' come se fosse stato stipulato un vero contratto fra l'imprenditore e Cosa nostra. Ne ricavavano reciproci vantaggi Questi, a fronte di tale "sponsorizzazione", versava nelle casse della mafia somme variabili tra i 300mila e gli 800mila euro l'anno".