Un'altra identità per Palermo: la visione della "Sua Altezza"

Accanto a Calabrò il volume, edito da Novantacento, presenta testi anche di Gaetano Savatteri, Felice Cavallaro e Giorgio Mulè, che provano, accompagnati dalle immagini di Scafidi, a essere cronisti della propria stessa vita, nell'ottica però di una prospettiva al tempo stesso semplice ed elevata. "I palermitani - ha aggiunto Calabrò - sono animali teatrali, sanno recitare, sanno cioè porre le questioni più drammatiche di Palermo, anche alcuni aspetti tragici, dentro una rappresentazione molto forte. Palermo è città di teatro di strada, oltre che di teatro molto nobile, ha ereditato le grandi tradizioni del teatro greco, che arriva fino a Pirandello e a Camilleri. E nella capacità di rappresentarsi c'è un gusto che è insieme spettacolare e ironico. Per noi cronisti è bastato fare i cronisti".